Tu dove sei?

Domanda
1/25
 

Modificare la Pac (Politica Agricola Comune), diminuendo la percentuale del budget europeo dedicato ai sussidi per gli agricoltori (quasi 38%) a favore di competitività per la crescita e occupazione (13%)

L'Europa dedicherà al settore agricolo circa il 38% del proprio budget nel 2014, più di qualsiasi altro settore. Negli anni si è discusso in vario modo di riformare la Politica Agricola Comune.

Pro Ad oggi il Budget Europeo dedica troppo spazio alla Politica Agricola Comune (38% del totale) che viene utilizzato massicciamente per sussidi agli agricoltori. Andrebbe diminuito l'ammontare delle risorse allocate , dedicandosi di più a quei settori, come competitività, crescita e occupazione, in cui i benefici sono più trasversali e globali.

Contro La Politica Agricola Comune è già stata al centro di riforme e revisioni. Negli anni la parte del Budget Europeo è scesa drasticamente, dal 72% del 1984 al 38% dell'attuale. Così tanti soldi servono perché l'agricoltura è l'unico settore finanziato interamente da Bruxelles e non più dai governi nazionali.

Domanda
2/25
 

Salvaguardare le colture tradizionali europee vietando l'impiego di OGM. L'agricoltura europea deve essere "OGM Free".

L'Unione Europea ha una delle regolamentazioni più dure sugli Ogm. Un lungo processo di approvazione che include quattro organi diversi (EFSA, EC, Comitato Permanente e Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura). Ad agosto 2012 gli Ogm autorizzati erano 48. I singoli paesi possono temporaneamente bloccare l'utilizzo degli Ogm nel proprio paese, ma nessuno Stati Membro può decidere autonomamente di coltivare degli Ogm. Gli Ogm approvati vengono sottoposti a obblighi di etichettatura e tracciabilità.

Pro Modificare geneticamente gli alimenti può essere un gioco pericoloso. Le politiche adottate da parte dell'Unione Europea rappresentano un sacrosanto tentativo di controllare e gestire un mercato in continua evoluzione. Un mercato di Ogm libero e non regolamentato è pericoloso per l'ambiente, gli animali e l'uomo. La manipolazione del pool genetico degli organismi può comportare conseguenze impreviste nella loro interazione con le altre specie viventi.

Contro L'Unione Europea ha la regolamentazione più ferrea sugli OGM. La recente decisione che dà ai singoli Stati Membri la facoltà di scelta se autorizzare o meno la coltivazione di Ogm sul loro territorio va nella giusta direzione. Grazie agli Ogm si ottengono piante che crescono più in fretta, che sono più resistenti ai pesticidi, al freddo, agli insetti.

Domanda
3/25
 

Implementare la Convenzione di Oviedo sul testamento biologico a livello europeo, dando la possibilità alla persona in condizioni di lucidità mentale di definire le cure e i trattamenti sanitari che intende o non intende accettare

Il “testamento biologico” è una autodichiarazione con valore legale attraverso il quale un individuo indica anticipatamente a quali trattamenti sanitari intende sottoporsi e quali invece rifiuta se le sue condizioni di salute fossero gravemente compromesse e non si trovasse più in condizioni di decidere autonomamente. Nel 1997 il Consiglio d'Europa ha redatto il primo trattato internazionale di bioetica. L'Italia, come altri paesi dell'Unione Europea, ha firmato la Convenzione di Oviedo ma non ha mai ratificato la norma nel proprio ordinamento.

Pro Nessuno può essere costretto a sottoporsi contro la sua volontà a diagnosi o terapie che non ritiene opportune. Non può essere lo Stato né il medico a decidere senza rispettare la volontà del paziente, al quale deve essere riconosciuta anche la facoltà di rifiutare trattamenti quali l’alimentazione e la respirazione forzate che tengono in vita anche malati terminali. L'Unione Europea ha più volte sollecitato gli Stati Membri a ratificare la Convenzione di Oviedo e ad emanare delle leggi istitutive del Testamento Biologico.

Contro E’ necessario arrivare ad una legge che regoli il fine vita ma non è ammissibile che al paziente sia consentito di escludere trattamenti vitali quali l’idratazione e la respirazione forzate perché sono decisioni che competono al medico che non può essere obbligato a lasciar morire una persona e che invece deve innanzitutto proteggere la vita. L'Italia deve essere libera di scegliere la normativa migliore per il rispetto della vita dei propri cittadini.

Domanda
4/25
 

Riconoscere giuridicamente le unioni civili tra conviventi, a prescindere dal loro orientamento sessuale, equiparandone il trattamento a quello dei coniugi

La legislazione in materia varia notevolmente a seconda dei paesi, non soltanto per quanto riguarda le possibilità offerte, ma anche il grado di riconoscimento delle unioni registrate all'estero. Nella risoluzione del Parlamento europeo del 13 marzo 2012 Bruxelles ha chiesto agli Stati Membri di non dare al concetto di famiglia "definizioni restrittive" allo scopo di negare protezione alle coppie omosessuali e ai loro figli.

Pro Sempre più persone convivono, per varie ragioni, senza sposarsi ed è giusto che venga riconosciuto loro, comprese le coppie omosessuali, il diritto di garantirsi reciprocamente le tutele riconosciute alle persone che si sposano. E' giusto che l'Europa faccia la sua parte per indirizzare i diversi Stati Membri verso questa direzione.

Contro Questioni come quelle dei diritti civili devono rimanere di competenza degli Stati Membri senza nessun tipo di intervento da parte di Bruxelles. La famiglia fondata sul matrimonio è riconosciuta dall'articolo 29 della Costituzione. Con il matrimonio la coppia si assume degli obblighi e dei doveri che non possono essere paragonati a quelli tra conviventi. Si potrebbe giungere ad un qualche riconoscimento di tutele reciproche – diverse dal matrimonio – e comunque evitando di estenderle agli omosessuali.

Domanda
5/25
 

Riconoscere la nozione di bene comune nel Parlamento Europeo integrandola nei testi legislativi europei, in modo da evitare la loro privatizzazione e salvaguardare acqua, energia, e altri beni e servizi locali dalle logiche del mercato e della finanza

La lotta per la salvaguardia dei beni comuni è una tematica molto discussa in Europa. L'iniziativa nata dai cittadini europei Right2Water, per il riconoscimento dell'acqua come diritto umano, ha avuto un ottimo successo ricevendo il recente consenso della Commissione Europea.

Pro I beni comuni sono universali, appartengono a tutti e non devono in nessun caso essere oggetto di appropriazione de parte delle autorità e/o degli interessi privati. Le Istituzioni dell'Unione Europea, nel loro ruolo di garanti delle libertà fondamentali, della pace, della diversità culturale e del diritto devono assicurare il rispetto e la tutela dei beni comuni.

Contro Liberalizzare e privatizzare i beni comuni è un naturale sviluppo delle logiche di mercato. Specialmente in tempi di crisi, il passaggio da pubblico a privato può non solo aiutare le casse dello Stato ma anche migliorare il servizio dato ai cittadini.

Domanda
6/25
 

Concludere le trattative per il TTIP per creare una zona di libero scambio commerciale con gli Stati Uniti d'America

Il TTIP è un accordo di libero scambio in fase di negoziazione tra Unione Europea e Stati Uniti. Avviate nel luglio 2013, le negoziazioni dovrebbero finire per la fine del 2014. Gli accordi puntano principalmente a favorire il commercio fra le due regioni eliminando tasse doganali e limiti di import\export.

Pro Se il progetto avrà successo, sarà la più grande zona di libero scambio nella storia, che copre oltre il 46% del PIL mondiale. L'accordo potrebbe far cresce l'economia europa di €120 miliardi, quella statunitense di €90 miliardi e quella mondiale di €100 miliardi. Mettere insieme questi due colossi economici rappresenta un chiaro vantaggio per i cittadini europei.

Contro Il Ttip non porterà a una crescita tale del Pil europeo da giustificare l'ennesima ondata di liberalizzazioni e abbassamento degli standard di qualità e di sicurezza dei prodotti. Le negoziazioni per il Ttip stanno avvenendo in maniera poco trasparente con la partecipazione di quelle multinazionali che gioveranno più di tutti dall'accordo finale. In un periodo di crisi, stiamo parlando dell'ennesimo smacco alle piccole e medie imprese italiane.

Domanda
7/25
 

Rivedere il Patto di Stabilità in modo che la spesa per gli investimenti non venga conteggiata per definire il tetto al 3% del rapporto fra deficit e Pil.

Con il Trattato di Maastricht i paesi che hanno deciso di adottare l'euro sono obbligati a rispettare due parametri chiave: un rapporto deficit/Pil inferiore al 3% e un rapporto debito pubblico/Pil inferiore al 60%. Per prevenire infrazioni si è creata la Procedura per Deficit Eccessivo che mira ad evitare per tempo che il deficit di Stati Membri si avvicini al tetto del 3% del Pil. Se un paese non adotta politiche considerate sufficientemente correttive si possono adottare delle sanzioni. L'ammontare della sanzione presenta una componente fissa pari allo 0,2% del PIL ed una variabile pari ad 1/10 dello scostamento del disavanzo pubblico dalla soglia del 3%

Pro Il tetto del 3% non aiuta a promuovere né la crescita né la stabilità. Il vincolo Ue risale a un mondo che non c'è più e va ridiscusso per consentire investimenti produttivi. Scorporare dal computo del disavanzo le spese per investimenti pubblici produttivi diventa necessario per uscire dalla crisi.

Contro Gli Accordi di Maastricht rappresentano le fondamenta dell'assetto dato all'Unione Europea. Il tener fede al Patto di Stabilità rappresenta l'unico modo per continuare il processo di ripresa economica del Vecchio Continente. Il rigore economico deve aiutarci nel costruire una finanza pubblica più stabile.

Domanda
8/25
 

Uscire dal Fiscal Compact e abolire il pareggio di bilancio costituzionale

In seguito alla crisi iniziata nel 2008, l'Unione Europea ha adottato a inizio 2012 un trattato internazionale detto "Fiscal Compact". Entrato in vigore in tutti in paesi Ue tranne Regno Unito e Repubblica Ceca, contiene una serie di regole in materia finanziaria. Per far fede all'accordo, in Italia è stata modificata la Costituzione inserendovi l'obbligo del perseguimento del pareggio di bilancio.

Pro Il Fiscal Compact rappresenta una delle più grandi imposizioni di Bruxelles. Nell'attuale fase economica è pericoloso tentare di riportare il bilancio in pareggio troppo rapidamente, e soprattutto mettere dei paletti così ferrei alle economie nazionali. Il Fiscal compact rappresenta una conferma e un ulteriore consolidamento delle misure di austerity sin qui adottate per risolvere la crisi dell'Euro. Non solo il Fiscal Compact è stato imposto dall'Unione Europea, ma è stato forzatamente inserito a livello costituzionale, legando l'Italia a vita con questo fardello. Il rigore sta affossando l’Europa.

Contro Uscire dal Fiscal Compact, tornando indietro sulle modifiche implementate, rappresenta un forte rischio per la nostra economia. Le regole dell'accordo, al di là del pareggio di bilancio, sono fondamentali nel processo di integrazione europea, per un futuro che vuole evitare ulteriori crisi economiche. I paletti imposti dal trattato devono servire da guida per una più sana gestione dell'economia europea e nazionale. L’uscita dalla crisi e lo sviluppo saranno possibili solo se coniugati con un fermo controllo dei conti e impedendo un nuovo indebitamento.

Domanda
9/25
 

Tassare le transazioni finanziarie implementando realmente la Tobin Tax a livello europeo

Lo European Union Financial Transaction Tax è una proposta della Commissione Europea per introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie dal primo gennaio 2014. La proposta, supportata da 11 Stati Membri, è stata approva dal Parlamento Europeo a dicembre 2012 e del Consiglio dell'Unione Europea a gennaio 2013. Per essere attuata, deve essere approvata dagli stati partecipanti. Sono ancora pochi i paesi europei che hanno realmente implementato la tassa.

Pro La tassa rappresenta un enorme potenziale per aiutare le casse dei singoli paesi in un periodo di crisi, piuttosto che tagliare spesa e investimenti sembra più giusto tassare coloro che la crisi l'hanno causata. Ad oggi solamente Francia e Italia hanno implementato la tassa, ma l'Europa intera deve seguire l'esempio.

Contro Forzare una tassa così predominante a livello bancario in tutta Europa rischia solamente di strozzare il mercato e la ripresa finanziaria. Bloccare con ulteriori tasse l'unico settore che può realmente cambiare l'andamento della ripresa, rappresenta un gioco pericoloso. Inoltre, sarebbe un invito a spostare capitali nei Paesi che non hanno adottato la Tobin Tax.

Domanda
10/25
 

Cedere competenze delle Banche Centrali nazionali verso la Banca Centrale Europea affinchè, dotata di maggior potere, assuma un ruolo di coordinamento finanziario e macroeconomico che porti più velocemente all'Unione Bancaria Europea

Dopo una trattativa durata anni (iniziò nel settembre del 2010) e un round finale nel mese di dicembre, Eurogruppo ed Ecofin hanno finalmente trovato un accordo sugli ultimi ed importanti dettagli dell'unione bancaria. A partire da novembre la Bce avrà la supervisione diretta su circa 130 delle principali banche dell'area nell'ambito di un progetto più ampio verso un'integrazione più stretta delle banche europee. La Bce avrà la competenza esclusiva di assegnare e ritirare le autorizzazioni per gli istituti di credito e di valutare le acquisizioni di partecipazioni rilevanti in tutti gli istituti di credito.

Pro La mancanza di un coordinamento finanziario e macroeconomico è stata alla base del prolungamento della crisi a livello europeo. Un'unione monetaria necessita di un'unione bancaria che coordini l'assetto finanziario del sistema economico. Una Banca Centrale Europea è l'unico modo per evitare altre crisi finanziarie.

Contro L'Europa è stata alla base dell'attuale crisi economica. La trasformazione da un'unione monetaria ad un'unione bancaria continuerà solamente a "infognare" l'Italia in un sistema senza via d'uscita. Togliere competenze alle nostre banche centrali aumenterà il potere di Bruxelles sulle nostre tasche, facendoci sempre di più vivere sotto il regno di una moneta straniera.

Domanda
11/25
 

Adottare gli Eurobond, un'emissione congiunta di titoli di Stato garantiti da tutti i paesi dell’eurozona

L'Eurobond è un'ipotetica emissione congiunta di titoli di Stato garantiti da tutti i paesi dell’eurozona; i titoli verrebbero emessi da una Agenzia europea per il debito appositamente creata. Si darebbe così vita a un nuovo grande mercato di obbligazioni, più ampio e liquido rispetto a quelli nazionali. L’eurobond consentirebbe di trasformare il rischio individuale dei singoli paesi in frazioni di rischio collettivo, e l’istituzione di un mercato di dimensioni tanto imponenti dovrebbe mettere al riparo da possibili attacchi speculativi.

Pro Adottare gli eurobond rappresenta un step fondamentale per portare avanti la creazione dell'unione monetaria e bancaria. Se realmente l'idea è di intensificare il processo di integrazione, gli eurobond rappresentano un passo essenziale. Bisogna consolidare l'unione fiscale, è giusto che i paesi in surplus diano una mano a quelli in difficoltà.

Contro Adottare gli eurobond porta con se una serie di ostacoli non da poco. Prima di tutto allo stato dei fatti risultano essere illegali, e richiedono quindi una modifica dei trattati europei. In secondo luogo, il rischio è che paesi meno stabili se ne approfittino della situazione per portare avanti delle politiche economiche pericolose a svantaggio dei paesi virtuosi. In pratica i paesi più ricchi si legherebbero a doppio filo con i paesi più poveri e indebitati.

Domanda
12/25
 

Uscire dall'Euro

Fare parte dell'Unione Europea non obbliga gli Stati Membri a far parte di tutti i trattati e accordi in atto in Europa. Non a caso l'Unione Europea è composta da 28 membri, ma la zona euro da soli 18. Uscire da un trattato internazionale è possibile, ma nel caso dell'Unione economica e monetaria non considerato. L'opzione non fa parte del trattato, e la sua eventualità e spesso collegata all'uscita del paese anche dall'Unione Europea

Pro L'euro è il male che ha causato la crisi economica. Come paese sovrano l'Italia deve uscire dall'euro e riprendere la sovranità nazionale della propria moneta. Continuare a credere in una moneta che ha solo portato a disoccupazione e depressione è semplicemente visionario. Non avere controllo della politica monetaria nazionale ci lascia nelle mani di logiche e dinamiche che vanno contro gli interessi dell'Italia.

Contro L'euro ha evitato che la crisi si prorogasse ulteriormente. Uscire dall'Euro non è ne previsto dai trattati europei, ne è stato mai considerato come un'alternativa possibile. Lo scenario dell'uscita dall'Euro porterebbe con se anche l'uscita dall'Unione Europea, un'eventualità da evitare sotto tutti i punti di vista. L'Europa e l'Euro hanno reso l'Italia un paese più forte e competitivo a livello internazionale.

Domanda
13/25
 

Favorire privatizzazioni di aziende e immobili pubblici per allineare progressivamente il debito pubblico al 60% del Pil

Con il Trattato di Maastricht i paesi che hanno deciso di adottare l'euro hanno l'obbligo di rispettare due parametri chiave: un rapporto deficit/Pil inferiore al 3% e un rapporto debito pubblico/Pil inferiore al 60%. Nel 2012 il tasso italiano era ben oltre il doppio della soglia. Una possibile soluzione potrebbe essere favorire le privatizzazioni di immobili e aziende pubbliche.

Pro I parametri imposti da Bruxelles vanno rispettati. Sono un impegno che il nostro paese ha preso e come tale va mantenuto. Il modo migliore in tempi di crisi per recuperare denaro pubblico e azzerare il debito, soprattutto in situazioni allarmanti come quella italiana, è di privatizzare. E' un modo veloce ed effettivo per recuperare denaro, rispettare gli Accordi di Maastricht e recuperare credibilità economica. Un paese competitivo inizia con un'economia pubblica credibile.

Contro Non è giusto che gli stati paghino per imposizioni e vincoli imposti da Bruxelles. Le regole di Maastricht bloccano la crescita, e vendere beni immobili e aziende pubbliche solamente per rientrare in una soglia decisa a tavolino è un insulto alla sovranità nazionale dei paesi.

Domanda
14/25
 

Sostenere una politica migratoria indipendente e nazionale basata su accordi bilaterali fra l'Italia e i Paesi d'origine, visto il fallimento del coordinamento europeo e di Frontex

Frontex è stata creata nel 2005 con lo scopo di migliorare il pattugliamento delle frontiere esterne aeree, marittime e terrestri degli Stati della UE. E' un'agenzia dell'Unione Europea da cui viene ovviamente finanziata. Recentemente l'Europa ha tentato di coordinare le sue politiche sull'immigrazione, ad esempio con gli Accordi di Dublino sul diritto di asilo.

Pro L'immigrazione deve essere regolata da ogni paese in maniera autonoma. L'Europa ha fallito, disinteressandosi dell'Italia e non gestendo il fenomeno dei clandestini. Frontex e il coordinamento per il pattugliamento dei confini non sono serviti a nulla. L'unico modo per affrontare l'immigrazione con successo è lasciare che i paesi di frontiera decidano in maniera indipendente, creando degli accordi bilaterali con i paesi di origine.

Contro Deve continuare il tentativo di coordinamento sulle politiche migratorie, l'unico modo per realmente limitare l'attuale emergenza. I paesi europei devono combattere insieme questo problema. Adottare delle linee guida comuni sul controllo dei confini è l'unico modo per cercare di aiutare le tante persone che arrivano sulle nostre coste in cerca di aiuto.

Domanda
15/25
 

Lavorare sempre di più verso una politica estera comune in Europa potenziando il ruolo dell'Alto rappresentante per gli affari esteri dell'UE

Il Trattato di Lisbona ha creato una nuova figura di rilievo all'interno dell'Unione Europea con il compito di guidare la politica estera e di sicurezza. Oltre a ciò, presiede il Consiglio "Affari Esteri" con i Ministri degli Esteri degli Stati Membri cercando di assicurare una coerenza nelle azioni esterne dell'Unione.

Pro Il potenziale del nostro continente non si deve limitare all'economia. L'Europa deve giocare un ruolo nelle dispute internazionali, nelle mediazioni e nella pacifica risoluzione dei conflitti. Limitare il ruolo dell'Alto rappresentante per gli affari esteri dell'Ue significa togliere l'Europa dalla mappa della geopolitica.

Contro L'Europa nasce come unione economica. Rafforzare il ruolo dell'Unione Europea nella politica estera non rientra nei presupposti dell'Unione. Ogni paese deve avere il diritto di portare avanti i propri interessi politici all'estero, decidendo individualmente come muoversi nei conflitti internazionali e crisi regionali. Confinando con diverse realtà, dalla Russia al Mediterraneo, gli Stati Membri hanno diverse prerogativa in materia di politica estera.

Domanda
16/25
 

Limitare l'allargamento dell'Unione Europea a quei Paesi che, non solo rispettano criteri democratici ed economici, ma che soprattutto hanno affinità storico-culturali di carattere europeo. Ad esempio, la Turchia no.

Ogni nuovo paese che intende aderire all'Unione Europea deve rispettare le condizioni stabilite al Consiglio Europeo di Copenhagen del 1993. Dal criterio democratico (lo stato di diritto, i diritti dell'uomo, il rispetto delle minoranze e la loro tutela) a quello economico (l'esistenza di un'economia di mercato affidabile e la capacità di far fronte alle forze del mercato e alla pressione concorrenziale all'interno dell'Unione), il processo per entrare in Europa è ben delineato.

Pro Si darebbe un'impronta più omogenea al futuro dell'Europa. L'importanza dell'allargamento principalmente come prospettiva culturale più che economica. L'Europa con una base comune anche dal punto di vista storica, renderebbe l'Unione più forte ed unita.

Contro Il futuro dell'Europa passa attraverso nuove prospettive non solo culturali ma anche economiche. Nuovi mercati per la zona di libera scambio europea renderebbero la nostra unione più competitiva a livello internazionale anche rispetto alle economie emergenti.

Domanda
17/25
 

Velocizzare il processo di creazione di un esercito europeo formato dalle Forze Armate dei Paesi membri, che quindi non parteciperanno più individualmente alle missioni internazionali di pace ma unitariamente sotto la bandiera UE.

La politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) sostituisce la precedente politica europea di sicurezza e di difesa (PESD). La PSDC fornisce un quadro di cooperazione grazie al quale l'UE può svolgere missioni operative in paesi terzi. Queste missioni sono volte in particolare a mantenere la pace e a rafforzare la sicurezza internazionale. Esse si basano su mezzi civili e militari forniti dagli Stati membri. Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, la Ue ora può affidare la realizzazione di una missione a un gruppo di Stati membri che lo desiderano e che dispongono dei mezzi civili e militari necessari per la realizzazione della missione.

Pro Nel processo di crescita che l'Unione Europea deve intraprendere, il posizionarsi sempre di più come una forza militare è essenziale. Dopo aver vinto il Premio Nobel per la Pace, e dopo i successi nelle missioni internazionali di pace, diventa sempre di più fondamentale fornire l'Unione Europea con uno strumento costante con cui intervenire.

Contro La spesa militare non può aumentare. E' impensabile pensare a uno esercito europeo quando i diversi Stati Membri continuano ad avere, giustamente, posizioni diverse in campo di politica estera. L'Italia, già attiva in numerosi fronti di pace, non può continuare a disperdere energie e risorse nella creazione di un contingente stabile dell'Unione Europea. In tempi di crisi la spesa militare andrebbe già rivista di per sé.

Domanda
18/25
 

Sostituire l'attuale sistema di ratifica parlamentare dei trattati Ue, con il coinvolgimento diretto dei cittadini tramite referendum sulle decisioni più importanti, come fatto da altri paesi su Fiscal Compact e adozione dell'Euro.

Nell'attuale sistema costituzionale italiano, i trattati internazionali vengono ratificati tramite il Parlamento. In altri paesi, come l'Irlanda, la ratifica di trattati internazionali che potrebbero essere in conflitto con la Costituzione deve essere preceduta da un'apposita revisione di quest'ultima da parte delle Camere, modifica costituzionale che, al pari di tutte le altre, deve essere poi confermata da un referendum nazionale.

Pro E' giusto che i cittadini europei dicano la loro opinione su quelle riforme che cambiano drasticamente l'assetto nazionale (Fiscal Compact, Patto di Stabilità, Euro, ecc.). Perché in alcuni paesi i cittadini sono coinvolti nella ratifica di trattati e in altri no? Al di la degli assetti costituzionali nazionali, i cittadini italiani devono partecipare attivamente con la loro opinione in quelle decisioni che troppo spesso vengono imposte da Bruxelles.

Contro In contesti tecnici come quello europeo, spesso referendum popolari possono dare sfogo a facile demagogia e ignoranza. Le decisioni prese a Bruxelles, vissute come lontane dalla cittadinanza, sono molto complesse e spesso impopolari, ma vengono fatte per il bene dei cittadini europei. Potrebbe essere rischioso se il processo di integrazione europea fosse bloccato dalle paure dei cittadini.

Domanda
19/25
 

Attribuire il potere di iniziativa legislativa, oggi prerogativa della Commissione Europea, al Parlamento Europeo, l'unica istituzione ad elezione diretta dei cittadini Ue

La procedura legislativa ordinaria è conosciuta anche come "co-decisione". Essa conferisce al Parlamento il potere di accettare, respingere o modificare progetti legislativi proposti dalla Commissione. Il diritto d'iniziativa legislativa spetta dunque solamente alla Commissione e non al Parlamento, unica istituzione eletta dai cittadini europei. La co-decisione è pertinente a 70-80 aree di interesse, fra cui non rientra la materia economica.

Pro Si aumenterebbe la legittimità delle istituzioni europee, dando la possibilità all'unico organo eletto direttamente dal popolo di partecipare in maniera più proattiva alla creazione della normativa europea

Contro A oggi la Commissione Europea è l'unico organo che realmente ha potere di iniziativa legislativa. E' composta da un membro per nazione a cui si richiede di agire in maniera indipendente dal proprio governo nazionale. Far perdere l'unicità d'iniziativa legislativa alla Commissione potrebbe diminuire l'indipendenza e imparzialità delle normativa europee.

Domanda
20/25
 

Introdurre l'elezione diretta del Presidente della Commissione Europea da parte di tutti i cittadini Ue

Nonostante quello che sembra, l'attuale sistema non prevede un'elezione diretta da parte dei cittadini del Presidente della Commissione Europea. Infatti è il Consiglio Europeo che a maggioranza qualificata deve designare il presidente, tenendo ovviamente conto del risultato delle elezioni del Parlamento Europeo. Il nome designato viene poi messo al voto del Parlamento Europeo che deve approvare la proposta del Consiglio Europeo.

Pro La credibilità e la reputazione dell'Unione Europea viene messa in gioco costantemente. Per molti, le prossime elezioni, rappresentano un punto di svolta per la fiducia degli elettori. Dare realmente la possibilità ai cittadini europei di eleggere il presidente della Commissione Europea, uno degli organi chiave di Bruxelles, aumenterebbe il ruolo di ognuno di noi e darebbe un volto più umano all'Unione Europea. Eliminare l'intervento del Consiglio Europeo nella scelta del nome renderebbe la Commissione Europea più indipendente e autorevole.

Contro Bisogna mantenere l'attuale sistema di elezione del Presidente della Commissione Europea. L'intervento del Consiglio Europeo e del Parlamento Europeo nel processo di nomina assicurano che le azioni del presidente della Commissione Europea non siano legati a vincoli elettorali, e che quest'ultimo possa agire in piena indipendenza. La Commissione Europea, il braccio esecutivo dell'Unione Europea deve essere nominata con l'accordo delle altre due istituzioni, per assicurare una migliore collaborazione fra le tre istituzioni.

Domanda
21/25
 

Sostituire ruolo e influenza della Troika con quello del Parlamento Europeo nella gestione delle crisi finanziarie

La recente crisi economica ha visto un forte ruolo giocato dalla Troika, il triumvirato creato ad hoc da Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale. In maniera particolare la Troika ha giocato un ruolo fondamentale nella gestione delle crisi in Irlanda, Portogallo, Cipro e Grecia. Recentemente il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione in cui vengono evidenziati i problemi della Troika. Le critiche principale sono due: le tre istituzioni non hanno responsabilità uguali e il loro processo decisionale ha diversi livelli di trasparenza, e il sistema messo in atto è stato anche criticato poiché non è stato capace di adattarsi alle diverse circostanze di ogni Stato membro.

Pro La Troika è un Triumvirato senza legittimità politica di nessun tipo. Agisce senza responsabilità politica e con zero accountability nei confronti di chi subisce le sue decisioni. Nè la Bce, nè il Fmi nè la Commissione europea vengono elette dal popolo, e non è giusto che la risoluzione della crisi economica sia posta nelle loro mani.

Contro Per uscire da crisi finanziarie spesso bisogna fare scelte impopolari. La Troika rappresenta un organo indipendente, competente e soprattutto realmente influente sullo scenario economico internazionale. Dare potere alla Troika per uscire da crisi piuttosto che al Parlamento Europeo assicura che le scelte giuste vengano prese in maniera veloce e rapida.

Domanda
22/25
 

Introdurre un reddito minimo garantito per il sostegno economico alle persone disoccupate, inoccupate o precariamente occupate nei diversi Stati Membri

L'introduzione del reddito minimo garantito non è solo una tematica pertinente al dibattito politico in Italia. A gennaio 2014 è scaduta la raccolta firme per proporre tramite l'ECI il reddito minimo garantito nei diversi paesi dell'Unione Europea. Nei vari paesi dell'Unione Europea ci sono varie forme di sostentamento per i propri cittadini, realizzati in seguite a raccomandazioni e risoluzione del Consiglio e del Parlamento Europeo.

Pro Disoccupazione, precarietà e bassi stipendi stanno abbattendo la domanda interna e mettendo in ginocchio famiglie e imprese non esportatrici. Il reddito minimo garantito può contrastare questi problemi, restituire dignità alle persone in difficoltà e favorire la ripresa economica permettendo alle persone di riqualificarsi e di accedere ai consumi basilari.

Contro E’ una misura costosa e assistenzialista il cui messaggio implicito sarebbe: non c’è bisogno che vi diate da fare, che risparmiate, che lavoriate, c’è qualcuno che pensa a voi. Nel paese dei falsi invalidi vi è poi un rischio enorme di truffe ai danni dello Stato.

Domanda
23/25
 

Sperimentare a livello Europeo nuove regole in materia di lavoro basate sulla flexsecurity. La possibilità quindi di avere un contratto a tempo indeterminato più flessibile che coniughi la maggiore facilità di licenziamento per le imprese con la migliore sicurezza e tutela del lavoratore licenziato, con il sostegno al reddito, il ricollocamento, la tutela pensionistica.

La flex-security si basa su tre pilastri: un’ampia flessibilità del mercato del lavoro, una buona protezione dei lavoratori e politiche attive per l'occupazione. In questo modo si combina la maggiore facilità delle aziende di licenziare, con la garanzia dei lavoratori licenziati di avere un sostegno al reddito e maggiori possibilità di trovare nuovi lavori. Le realizzazioni migliori sono nei Paesi del Nord europa.

Pro La sperimentazione graduale di un modello unico di contratto tempo indeterminato consentirebbe il superamento della precarietà del lavoro e la creazione di un mercato dinamico, in cui è relativamente facile e veloce trovare una nuova occupazione poiché non esiste la rigidità del “posto fisso”. Il lavoratore inoltre sarebbe tutelato da importanti ammortizzatori sociali.

Contro Costi troppo alti, specialmente in un periodo di crisi. Inoltre, non si può parlare di contratto a tempo indeterminato quando il lavoratore, in qualsiasi momento, può essere licenziato. Il rischio dunque è quello di avviare una flex-security senza risorse che produrrebbe solo ancora più precarietà.

Domanda
24/25
 

Rendere trasparente il processo politico decisionale di tutte le istituzioni europee utilizzando il web per rendicontarne l'attività. In particolare, prevedere la pubblicazione di discussioni, negoziazioni e votazioni che si svolgono all'interno del Consiglio dell'Unione Europea

Ad oggi i risultati delle votazioni del Consiglio vengono sistematicamente resi pubblici quando il Consiglio agisce in qualità di legislatore. I risultati delle votazioni e le dichiarazioni di voto possono essere resi pubblici anche quando il Consiglio non agisce in qualità di legislatore, con decisione unanime del Consiglio.

Pro Il Consiglio dell'Unione Europea esercita con il Parlamento Europeo la funziona legislativa e quella di bilancio. Avendo le medesime funzioni in questi due campi, ha senso che a entrambe le istituzioni vengano chiesti pari livelli di trasparenza. Il ruolo del Consiglio dell'Unione Europea è troppo importante per non aver accesso diretto ai suoi dibattiti e voti sulle questioni chiave.

Contro Il Consiglio dell'Unione Europea deve agire in piena indipendenza e autonomia. In aggiunta, stiamo parlando di un costo economico e di personale maggiore che in questo momento di crisi è meglio evitare perché non fondamentale.

Domanda
25/25
 

Aumentare la produzione energetica all'interno dell'Europa per limitare la dipendenza estera, anche se rispetto l'importazione di idrocarburi (gas e petrolio) da Russia, Asia, Africa, l'energia europea avrebbe costi maggiori, in termini economici (nel caso delle rinnovabili) e in termini ambientali e di sicurezza (nel caso del nucleare e del carbone).

L'Europa è molto dipendente dall'energia estera, basti pensare che importiamo il 30% del nostro gas solamente dalla Russia. Anche l'uranio necessario per l'energia nucleare (circa il 15% della totale produzione energetica in Europa) viene maggiormente dall'estero, e solo il 3% dai Stati Membri. L'Europa riesce a produrre soltanto il 48% del suo fabbisogno energetico. Numeri che crescono considerando, per esempio, le importazioni di petrolio raggiungono circa l'80% del fabbisogno, e quelle di gas il 60%.

Pro L'Europa deve diventare autonoma dal punto di vista energetico. La nostra dipendenza dal gas Russo, come si può vedere dalla crisi in Ucraina, ci rende inermi e incapaci di realmente rispondere con voce forte. Un'Europa indipendente dal punto di vista energetico vale il maggior costo economico e possibile danno ambientale, perché renderebbe la nostra unione più forte.

Contro Per sostenere i consumi dei cittadini e garantire l'approvvigionamento all'industria europea, l'energia deve essere disponibile al prezzo più basso possibile. Conviene rivolgersi al mercato internazionale, anche partecipando alla realizzazione di infrastrutture come gasdotti, piuttosto che sostenere la produzione interna di energia che risulterebbe più costosa.

Salva il test

Salva

Inserisci il tuo nome/nickname per vederlo sul grafico

C'è un problema nel salvare i tuoi dati, prova ad inserirli di nuovo. Non è stato possibile risolvere il problema, scrivici per aiutarci a risolverlo.

La posizione di

Spiacenti, il browser che hai installato non supporta la visualizzazione del grafico di Voi siete qui.

Ti consigliamo di scaricare una versione più aggiornata del tuo browser.


Salva l'immagine con il tuo posizionamento

Scarica
Copia il link a questa pagina e condividilo.

Condividi con i tuoi amici

Codice da incorporare al tuo sito.

La distanza tra te e le liste elettorali dalla più vicina alla più lontana

Tu La distanza dalle altre liste
  + vicino         + lontano

Tema per tema le liste che ti sono vicine e quelle che ti sono lontane

La tua posizione:
La tua posizione La distanza dalle altre liste
  + vicino         + lontano
La tua posizione:
La tua posizione La distanza dalle altre liste
  + vicino         + lontano
La tua posizione:
La tua posizione La distanza dalle altre liste
  + vicino         + lontano
La tua posizione:
La tua posizione La distanza dalle altre liste
  + vicino         + lontano
La tua posizione:
La tua posizione La distanza dalle altre liste
  + vicino         + lontano
La tua posizione:
La tua posizione La distanza dalle altre liste
  + vicino         + lontano
La tua posizione:
La tua posizione La distanza dalle altre liste
  + vicino         + lontano
La tua posizione:
La tua posizione La distanza dalle altre liste
  + vicino         + lontano
La tua posizione:
La tua posizione La distanza dalle altre liste
  + vicino         + lontano